Comanda Jayden Daniels (Washington Commanders vs Philadelphia Eagles 36-33)

Philadelphia Eagles già certi dei playoff, ma a caccia del primo seed in NFC, Washington Commanders quasi certi dei playoff e ancora con gli Eagles nel mirino per la conquista dell’NFC East. Insomma, non un’amichevole di fine campionato, ma uno scontro divisionale in purezza con tanto di succulenta posta in palio. In aggiunta a questo i Commanders puntano ad interrompere una striscia di tre sconfitte casalinghe consecutive contro Philly e con una vittoria si porterebbero sul 10-5, che sarebbe il loro miglior record dopo 15 partite giocate, dal 1991.

La Partita

Nei primi drive Philadelphia sembra dominare nettamente l’avversario, turnover forzato da una buona pass rush di Sweat e touchdown di Saquon Barkley. Avversario tramortito e gli Eagles non mollano la presa, Hurts guadagna terreno ma si rialza visibilmente frastornato dopo un corsa centrale, costretto dagli arbitri ad uscire per valutare un’eventuale concussion, non vi farà più ritorno. 

Per la prima volta da inizio stagione l’ex Steelers Kenny Pickett si ritrova a dirigere l’attacco con una partita ancora tutta da giocare ed inizia magistralmente, servendo un gianduiotto tra le braccia di AJ Brown, touchdown Philly che con due drive si porta sul 14-0.

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Daniels fatica a muovere la catena, il possesso torna a Pickett il quale, in eccesso di confidenza e verosimilmente ancora galvanizzato dal precedente drive, al primo snap restituisce palla ai padroni di casa, regalando a Luvu un comodo intercetto. Nel possesso seguente Crowder sigla il uo primo TD di serata su lancio di Daniels. 

Saquon Barkley ha già dato segnali di presenza, ma decide di ribadire il concetto con una corsa da 68 yard che vale il 21-7 per gli Eagles. I ribaltamenti di fronte  si susseguono copiosi, Cooper DeJean recupera un Fumble, la sfera torna poi a Daniels che recapita un tracciante da 32 yard su Terry McLaurin che riceve a terra siglando il Touchdown del 21-14, punteggio sul quale si chiude il primo tempo. 

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Immagino che Coach Dan Quinn abbia sfruttato al massimo l’intervallo per riflettere sull’assenza di Hurts e su ciò che essa comporta, ne consegue che dal secondo tempo in avanti l’attacco di Philadelphia sembra più prevedibile e l’inerzia del gioco passa dal lato dei padroni di casa. Philadelphia limitata al field goal dalla difesa di. Washington che si fa sentire anche su Pickett arrivando al sack grazie a Fowler. A due minuti dalla fine del terzo quarto Daniels pizza una bellissima corsa da trenta e passa yard tra le maglie insolitamente larghe dei ragazzi di Vic Fangio, propiziando successivamente il primo TD di Zaccheus che porta i padroni di casa ad accorciare sul 27 a 21. 

Fangio, nonostante l’assenza di Sweat, manda più uomini in pass rush su Daniels, ma la linea di Washington tiene ed il giovane Heisman Trophy Winner trova ancora Olamide Zaccheus wide open lungo la sideline, sfruttando un errore di schieramento degli avversari. Per la prima volta Washington mette il musetto davanti: 27-28

Il gioco di corsa di Philadelphia, senza Hurts, perde di imprevedibilità e gli uomini in midnight green si devono accontentare di un field goal che li riporta avanti sul 30-28. Nel drive successivo un lancio di Daniels viene deflettato e catturato dalla safety Reed Blankenship. Mancano 2’53” al termine e Philadelphia ha tra le mani il possesso per cristallizzare il risultato e conquistare la Division, ma un sanguinoso drop del buon DeVonta Smith limita l’attacco ad un altro field goal, Philadelphia si porta sul più 5, ma con ancora un minuto e cinquantadue secondi da giocare e qualche fantasma che riporta a week 2 contro i Falcons.

Buon per Washington e purtroppo per i ragazzi di Nick Sirianni, questa volta il fantasma di week 2 non viene esorcizzato, ma anzi, si ripresenta in tutto il suo drammatico splendore: Daniels conduce un ultimo drive da veterano, la secondaria di Philadelphia non riesce a limitare il guadagno territoriale e quando mancano 11 secondi alla fine, il candidato Rookie of The Year scarica un missile in endzone che viene ricevuto da Crowder per il definitivo trionfo dei padroni di casa. Finisce 33-36 e Jayden Daniels portato in trionfo, primo rookie QB della storia del NFL a lanciare 5 touchdown e correre più di 65 yard in una singola partita. 

Il Commento

Lato Philadelphia non c’è molto da commentare, la squadra era sana prima ed è sana dopo questa sconfitta, che non deve essere in alcun modo fonte di preoccupazione per i suoi tifosi. Sostituire il QB1 non è cosa semplice per nessuna franchigia, specialmente un dual-threat QB come Hurts, capace di essere letale sia su corsa che su passaggio, costituendo così, insieme a Barkley, una costante fonte di preoccupazione per le difese avversarie. Senza di lui il gioco è stato meno imprevedibile e nonostante questo la sconfitta è stata di misura. Meno bene del solito la difesa di Fangio, specialmente la redzone defense ha concesso molto. La Conference diventa un discorso a due tra Detroit e Minnesota, ma Philadelphia ha ancora tutte le carte in regola per conquistare la Division. Certo, deve cercare di recuperare Hurts quanto prima, oltre agli altri acciaccati Sweat, Davis e Smith.

Lato Commanders c’è di che gioire, nonostante una partenza in affanno la squadra è riuscita ad aggiustarsi in corsa e prendere le dovute contromisure per neutralizzare il pericolo numero uno, anzi numero 26, Saquon Barkley. Ottima la difesa, specialmente linea e pass rush, mentre la secondaria guidata dal neo arrivato Lattimore ha collezionato qualche penalità di troppo. Su Jayden Daniels occorre essere ripetitivi: è forte, molto forte. Ha carattere ed esprime positività in campo, doti innate di leadership a corredo di un set di skills tecnici senza evidenti lacune, micidiale su corsa quanto chirurgico su passaggio e lettura. E’ stata una bella partita e sarebbe stata ancora più bella se entrambe le squadre avessero giocato con il QB titolare, ma cari appassionati di football non disperate! Allo stato attuale c’è una più che discreta possibilità di avere il terzo scontro stagionale tra poche settimane, ma stavolta con un Divisional Round in palio. 

a cura di Riccardo Spada, Fly Eagles Fly Italia

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