NFL Preview 2024: Cincinnati Bengals

La scorsa stagione tutto quello che poteva andare male è andato male per i Cincinnati Bengals, partendo dall’infortunio al polpaccio di Joe Burrow al secondo giorno di training camp fino ad arrivare al flop della difesa, specie in secondaria, che non ha mantenuto gli standard a cui aveva abituato.
I Bengals sono quindi chiamati alla stagione del riscatto e per questo hanno fatto una serie di cambiamenti rispetto al passato che sembrano andare nella direzione giusta.
La mancata conferma di alcuni titolari a causa della loro scarsa esplosività, come il RB Mixon, e della difficoltà di restare in salute, come il DT Reader, ha dato un segnale di rinnovamento del roster, inserendo nuovi giocatori che possano portare nuove e differenti soluzioni rendendo il gioco dei Bengals più imprevedibile.

Finché un campione come Joe Burrow sarà a roster la finestra per tentare di vincere il Super Bowl sarà sempre aperta, perché è un giocatore capace di trascinare tutto lo spogliatoio e far rendere i propri compagni oltre i loro limiti, trasmettendo grande tranquillità nei momenti decisivi.
L’AFC in generale, e la North in particolare, resta un campo di battaglia davvero impegnativo e, se Cincinnati vuole vincere qualcosa di importante, sarà necessario che anche i backup riescano a fare il salto di qualità quando verranno chiamati in causa.

OFFENSE

Il mantra a Cincinnati è, come al solito, “Proteggere Joe Burrow”. Negli ultimi due anni molti investimenti sono stati fatti in Offensive Line, ma, dopo l’infortunio dello scorso anno, il front office è ulteriormente corso ai ripari puntando su dei tackle mastodontici, per fare il paio con il LT Orlando Brown Jr; per questo sono stati aggiunti il Right Tackle di esperienza Trent Brown in free agency e, nello stesso ruolo, la prima scelta presa al draft, con la pick n.18, Amarius Mims. Il resto della linea è stato confermato, con il prolungamento di un secondo anno di contratto per il centro Karras, nonostante l’arrivo al draft di Matt Lee, e, tolta la limitata profondità nel ruolo di guardia, sembrano davvero non esserci più alibi per l’OL coach Frank Pollack che dovrà dimostrare di saper far funzionare un reparto su cui è stato investito così tanto.

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L’altra novità offensiva sarà sicuramente l’uso maggiore dei tight end, con l’arrivo di un giocatore talentuoso in cerca di rilancio come Mike Gesicki e la scelta al draft di addirittura due tight end: il promettente, ma fragile, Erick All e il solido Tanner McLachlan.
Il reparto ricevitori ha visto la partenza di Tyler Boyd, la conferma per un anno del taggato Tee Higgins e l’arrivo al draft dell’ottimo Jermaine Burton da Alabama che potrà dare più profondità, con la sua velocità, a un sistema a cui nell’ultimo anno sono mancati i big play che avevano invece caratterizzato la prima stagione insieme in NFL di Burrow e Chase.
La coppia Chase – Higgins avrà molto probabilmente l’ultima occasione per vincere insieme un anello e i compagni di reparto Iosivas, Jones, Burton e Irwin danno ampie garanzie di formare un supporting cast all’altezza.

Un importante segno di cambiamento è stato il taglio del running back Joe Mixon per far spazio, con gerarchie ancora tutte da definire, al giovane al secondo anno Chase Brown e al nuovo arrivato dalla free agency Zach Moss, scelto per la sua bravura nel correre dalla shotgun. Pur grati a Mixon per quanto ha fatto a Cincinnati in questi anni, sembrava arrivato il momento giusto per un cambio di rotta puntando su gambe fresche che rinvigoriscano un gioco di corsa da troppi anni asfittico. Da non escludere un arrivo di un RB potente in free agency per il corto yardaggio.

Ovviamente l’attacco girerà attorno al leader di questa squadra, Joe Burrow, che, reduce dal brutto infortunio season ending al tendine del polso, dovrà dimostrare di essere tornato quello di sempre. I mesi passati in sideline a consigliare il confermatissimo backup Jake Browning, possono avergli giovato, mostrandogli come alcune scelte tattiche finora quasi inesplorate come giocare under center, rappresentino delle armi in più che danno maggiore imprevedibilità a tutto l’attacco e hanno aiutato anche il gioco di corsa e l’offensive line a dare un migliore apporto all’attacco. Basti pensare che con Burrow da week 0 a week 11 i Bengals hanno prodotto zero explosive play partendo da sotto il centro, mentre nelle restanti giornate il 16% delle azioni under center hanno generato questo tipo di giocate.

Se si vorrà tornare al Super Bowl, sarà necessario che l’attacco inizi ad essere quel motore trainante che garantisca maggior riposo alla propria difesa, perché non è accettabile che tutto il talento offensivo di questa squadra non riesca a fare la differenza in campo e rappresentare un incubo per tutte le difese avversarie.

DEFENSE

La difesa è stata sicuramente la sorpresa negativa della scorsa stagione. Un reparto che sembrava ormai rodato e che aveva perso unicamente le due safety titolari si è squagliato come neve al sole in tutti i settori.
La partenza di DJ Reader, vero muro invalicabile contro le corse, ha costretto i Bengals a correre ai ripari con 3 nuovi inserimenti: Sheldon Rankins dai Texans, Kris Jenkins Jr e McKinnley Jackson dai primi giri del draft. Non essendo riusciti a sostituire i kg di Reader con un giocatore dalle caratteristiche simili, si è puntato su maggiore velocità ed esplosività che possa portare più pressione ai quarterback dall’interno della linea, con la possibilità di ripartire gli snap tra più giocatori in modo da garantire sempre freschezza e profondità al reparto, a beneficio anche dell’altro tackle B.J.Hill che ha dato il suo apporto migliore quando ha visto ridotti il numero di snap giocati.

Le difficoltà della scorsa stagione in pass rush sono state pertanto attribuite alla staticità dell’interno della defensive line dal momento che nulla è stato fatto per rafforzare il ruolo di defensive end, se non confidare nella salute del solito due Hendrickson-Hubbard e sperare nel salto di qualità dei giovani edge Myles Murphy e Joseph Ossai, perché difficilmente il rookie, scelto al sesto giro, Cedric Johnson potrà dare un contributo superiore a delle comparsate negli special team.

Se il reparto linebacker non ha subito variazioni e si spera che Wilson e Pratt tornino agi alti livelli a cui avevano abituato prima della mediocre passata stagione, la vera rivoluzione è arrivata in secondaria.
Lou Anarumo ha deciso di puntare sull’esperienza con il ritorno di Vonn Bell e l’acquisto di Geno Stone per il rinnovato reparto safety, che potrà comunque contare sul convincente Jordan Battle al suo secondo anno e sulla profondità fornita dal rookie Daijahn Anthony. Mike Hilton continuerà a ricoprire il ruolo di nickel cornerback e Cam Taylor-Britt di CB1, mentre più incerta sarà la scelta del CB2. In ballottaggio dovrebbero essere D.J. Turner che ha iniziato benissimo la sua stagione da rookie, salvo poi far vedere nella seconda parte tutti i suoi limiti di esperienza, e l’ex primo giro del 2022 Dax Hill, che verrà convertito da safety a outside CB, ruolo che non ha praticamente mai ricoperto nemmeno al college. Il giocatore che potrebbe inserirsi a sorpresa in questo ballottaggio potrebbe essere il rookie Josh Newton, anche se è probabile che ricopra solo il ruolo di backup nella prossima stagione. Non è da escludere che in base al rendimento di questi giocatori nel training camp, i Bengals, vistianche gli ampi margini di salary cap a disposizione, non decidano di tornare sul mercato e inserire un CB esperto in questo ruolo così delicato e che è spesso soggetto a infortuni.

L’impressione è che Anarumo si sia reso conto che fosse necessario un cambiamento per dare nuova linfa alla difesa che aveva modellato secondo i suoi crismi, portandola ad essere negli anni passati il pilastro di questa squadra. Se questo nuovo mix di gioventù ed esperienza riuscirà a far dimenticare i passaggi a vuoto della passata stagione, i Bengals avranno davvero la possibilità di fare una lunga strada ai playoff.

SPECIAL TEAM

Lo scorso anno il rookie Brad Robbins ha deluso le attese, al punto che è stato preso il punter undrafted Austin McNamara nell’ottica di creare competizione per il posto da titolare.
Il kicker Evan McPherson, si è riscattato dopo una stagione sottotono e resta comunque un punto fermo degli special team, visto il suo indiscutibile talento.
Il ruolo di ritornatore sarà come sempre oggetto di battaglie durante il training camp, con Trayveon Williams e il rookie Charlie Jones favoriti rispettivamente come punt e kick returner, ma la nuova regola del kickoff potrebbe regalare molte sorprese e soprattutto molti nuovi assetti che si capiranno, forse, solo dopo le prime giornate di campionato.

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COACHING STAFF

Dopo cinque anni consecutivi con lo stesso coaching staff, l’offensive coordinator Brian Callahan ha lasciato la franchigia per andare a ricoprire il ruolo di head coach dei Tennesse Titans. Per sostituirlo la società ha optato per una soluzione interna promuovendo Dan Pitcher, ex QB coach nella passata stagione, in modo da garantire continuità sia nello spogliatoio che nello sviluppo degli schemi.
Questa separazione non è stata vissuta come una grave perdita da parte dei tifosi Bengals, perché l’impressione è che il ciclo di Callahan fosse arrivato al capolinea e un cambiamento fosse la soluzione migliore sia per lui che per i Bengals.
A Pitcher verrà affidata anche maggiore responsabilità nella gestione del running game che finora era stato prerogativa esclusiva dell’offensive line coach Pollack, con scarsi risultati.
Il playcalling dovrebbe restare ancora nelle mani di Zac Taylor, ma sicuramente Pitcher potrà portare un po’ di novità nel disegnare gli schemi offensivi, visto soprattutto il suo feeling con Joe Burrow.

Zac Taylor, nella passata stagione, è stato costretto dall’infortunio di Burrow a introdurre alcuni nuovi schemi per agevolare Jake Browning, mettendo in luce un attacco più imprevedibile; sarà interessante vedere quanto Taylor proverà a riproporli anche con Burrow al timone.
In difesa Anarumo dovrà riscattare l’annata negativa e i cambiamenti nella porzione centrale della linea difensiva e in secondaria potrebbero essere l’arma vincente per limitare i big play che hanno afflitto la difesa in tutta la passata stagione. Il valore del defensive coordinator non è in discussione, per cui c’è grande fiducia che il reparto torni ad essere decisivo come nelle annate precedenti.

L’offseason più tormentata è stata sicuramente quella di Darrin Simmons, il veterano special team coordinator dei Bengals. I cambiamenti nella regola del kickoff gli avranno sicuramente tolto molte ore di sonno per impostare gli accorgimenti necessari per farsi trovare pronto fin dall’inizio del campionato; come se non bastasse dovrà risolvere il ballottaggio nel ruolo di punter tra il rookie Austin McNamara e Brad Robbins.

Record previsto: 12-5

Il draft dei Bengals è stato incentrato su giocatori provenienti da college importanti e possibilmente che abbiano ricoperto il ruolo di capitano, a dimostrazione di una volontà di inserire a roster sì gioventù, ma con mentalità vincente e capace di gestire certe pressioni, in modo da essere, fin da subito, più facilmente pronti a giocare partite di alto livello.
Il roster è uno dei più forti e completi della storia dei Bengals per cui Zac Taylor non si può nascondere e deve mirare al bersaglio grosso, per questo motivo il coaching staff sarà sicuramente una delle chiavi decisive per definire l’esito della prossima stagione e un calendario abbastanza agevole, grazie al quarto posto in division nella passata regular season, non concede alibi ad un gruppo che ormai è maturato e deve raccogliere i frutti di quanto seminato in queste ultime annate.

Tutta la squadra deve dimostrare che le pessime prestazioni dello scorso campionato sono state un inciampo, frutto di una concomitanza di situazioni, in un percorso di crescita verso il consolidarsi come una delle formazioni costantemente ai vertici della NFL.
La partecipazione ai playoff è diventato un obiettivo che viene dato ormai quasi per scontato dai tifosi visto il roster a disposizione, per cui è giunto il momento per i Cincinnati Bengals di fare l’ultimo salto di qualità.

I nostri voti

Offense - 9
Defense - 8
Coaching Staff - 7

8

Tutta la squadra deve dimostrare che le pessime prestazioni dello scorso campionato sono state un inciampo, frutto di una concomitanza di situazioni, in un percorso di crescita verso il consolidarsi come una delle formazioni costantemente ai vertici della NFL.

T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Giorgio Prunotto

Appassionato da 30 anni di football americano e dei Cincinnati Bengals, stregato dal design del loro casco, dalle magie di Boomer Esiason e dalla Ickey Shuffle.

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