Il riassunto di week 7 della NCAA 2022

Senza necessità di guardarci indietro possiamo affermare che questa week 7 NCAA sia stata una delle migliori settimane di college football dell’ultimo lustro, giocandosi probabilmente la vetta assieme alla week 13 della stagione scorsa (con Michigan che batte Ohio State, Oklahoma State che batte OU e Alabama che riprende per i capelli un Iron Bowl che sembrava ormai perso).

Quella di sabato è stata una di quelle serate in cui il college football ha voluto ricordare al mondo la sua unicità, in termini di spettacolo, di sorprese e, soprattutto, di atmosfere. Non sarà facile condensare tutto in un riassunto di qualche centinaio di parole che sia semplificato senza risultare semplicistico, ma ci proveremo – rimandando agli highlight laddove la cronaca si farebbe troppo densa.

Dobbiamo partire dalla serata del Neyland Stadium. Knoxville, Tennessee, non viveva serate del genere da quando a vestire l’orange and white c’era nientemeno che Peyton Manning, ovviamente presente allo stadio per questo terzo sabato di ottobre, data che annualmente prevede lo scontro tra i suoi Volunteers e gli Alabama Crimson Tide, una rivalità tra le più sentite nel SudEst degli Stati Uniti. Rivalità che nella sua storia è stata segnata dalle grandi “streak”, le strisce di vittorie: Tennessee è infatti l’unica squadra della nazione a possedere una striscia di 7 vittorie consecutive contro Alabama (tra il ’95 e il 2001), mentre l’attuale striscia appartiene – o meglio, apparteneva – ai Crimson Tide: 15 vittorie consecutive, ultima vittoria dei Vols datata 21 ottobre 2006, quando ancora sulla sideline dei Tide non c’era Nick Saban. Vi raccontiamo un po’ il contesto perché per raccontarvi la partita – chiusasi 52-49 per i Volunteers con un calcio allo scadere dopo l’errore del kicker di Bama di 15 secondi prima – servirebbe un romanzo, non queste poche righe e per questo rimandiamo a degli highlights anche piuttosto corposi.

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Lato Tennessee: non molto da dire sulla partita se non da segnalare l’incredibile linea statistica del WR Jalin Hyatt: 6 ricezioni per 207 yard e 5 TD (secondo giocatore della storia con 200+ yard e 5 TD in una partita, dopo Devonta Smith). Il lavoro fatto da Josh Heupel è davvero incredibile e contro ogni pronostico: non più tardi di un anno e mezzo fa parlavamo di una Tennessee che infilava i presidenti spirati nei sacchetti del McDonalds in fase di recruiting, di una spaccatura tra coaching staff, giocatori e direzione dell’ateneo, di un gruppo di giocatori poco talentuoso, demotivato e pronto a trasferirsi alla prima utile occasione e Josh Heupel sembrava essere una potenziale nuova vittima di questo sistema marcio. Quindi, se Tennessee oggi è questa squadra qua, con un’identità ben precisa sia in attacco che in difesa e con un quarterback che all’età di 24 anni sembra aver ritrovato il talento che pareva aver smarrito, il merito è tutto di Heupel e di chi in lui ha creduto.

Lato Alabama: non è stata una partita drammatica come potrebbe sembrare. Tennessee è una squadra forte, che imponendo un ritmo asfissiante ha messo in grande difficoltà la pass rush dei Tide e, di conseguenza, la secondaria. Un dato significativo sono però le 17 penalità: mai così tante nell’era Saban, ed è già la seconda volta in questa stagione che si raggiungono vette simili (15 erano state nella partita con Texas). Per il resto: tanto Bryce Young – maestro nell’eludere la pressione e genio dell’improvvisazione – e molto poco Will Anderson e il resto della difesa.

Altra montagna russa di giornata è stata quella tra Utah e USC, conclusasi 43-42 per gli Utes, che dopo essere stati tutta la partita in svantaggio e in balia dell’attacco guidato ancora ottimamente da Caleb Williams, hanno riacciufato il match nei secondi finali giocandosi il tutto per tutto in una 2pt conversion che, per una volta, ha dato ragione agli intrepidi. Se da un lato è stato straordinario Williams, non si può dire di meno di Cameron Rising, che pur non avendo il talento dell’altro ha lanciato per 415 yard, 2 TD cui ha aggiunto 60 yard e 3 TD su corsa, in una prestazione già leggendaria. Non avrebbe potuto farcela senza il suo miglior target e possibile uomo draft Dalton Kincaid, TE con mani e piedi eccellenti che ha ricevuto 16 (!) palloni per 234 (!!) yard.

Altro match pazzesco, tra due squadre in top 15 e ancora imbattute, è stato quello di Fort Worth tra TCU e Oklahoma State, con i Cowboys che son sembrati in controllo della partita per 3 quarti, prima di subire il ritorno prepotente degli Horned Frogs, che ha portato il match all’overtime, poi vinto dagli stessi padroni di casa. Due solide realtà di questa BigXII hanno dato vita ad una partita che resterà nella storia di questa stagione e che si è conclusa con una delle tante invasioni di campo di giornata.

C’era un terzo match tra squadre imbattute ed era quello della Big House tra Michigan e Penn State, totalmente dominato dai Wolverines e chiuso col punteggio di 41-17. Nella prima metà di gara c’è stata partita, anche se il parziale di 16-14 con il quale si è conclusa non racconta effettivemente il divario che già nel primo tempo c’è stato tra le due squadre. Dopo un alterco nel tunnel di ingresso al campo, al rientro dagli spogliatoi, Michigan ha rullato la difesa dei Nittany Lions, segnando 3 TD e un field goal nei 4 drive condotti nella ripresa: i Wolverines chiudono con 418 rushing yards, grazie alle 173 corse da Donovan Edwards e alle 166 di Blake Corum, a proposito di sleeper per l’Heisman…

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Oltre a queste quattro c’erano altre due partite tra avversarie inserite nel ranking, ed erano Syracuse – NC State e Kentucky – Mississippi State. Si sono concluse con due vittorie casalinghe: nello stato di New York si sogna in grande dopo questa partenza 6-0, prima volta nell’era di Dino Babers, che è apparso visibilmente commosso al termine del match vedendo il calore della gente – a proposito, altra invasione – e i sorrisi sulle facce dei suoi ragazzi.

Kentucky pone fine alla striscia di risultati positivi dei Bulldogs di coach Mike Leach: fondamentale per gli Wildcats il rientro del QB Will Levis che, come un gladiatore, ha giocato sul dolore anche dopo aver subito qualche colpo pesante. Solita prestazione senza senso del RB Chris Rodriguez, che ha chiuso con 196 yard e 2 TD su 30 portate.

In ACC continua a vincere e, soprattutto, a convincere Clemson: arrivata a Tallahassee con un pronostico favorevole di soli 3,5 punti, ha dimostrato a tutti i doubters che loro ci sono per davvero e che puntano ad arrivare in fondo.

Stagione opposta a quella dei Tigers, invece, sta vivendo Notre Dame: dopo l’avvio disastroso c’era stato il cambio di rotta con 3 vittorie consecutive, prima di cadere, nuovamente, in un match che li vedeva di molto favoriti. Il Legends Trophy va a Stanford, al termine di una partita piuttosto brutta conclusasi 16-14. I 14 punti segnati alla difesa di Stanford – una delle peggiori della FBS dati alla mano – raccontano molto dei problemi di consistenza offensiva di questi Irish.

In Pac-12 continua a vincere Oregon State, 24-10 con Wazzou, torna alla vittoria Washington, che dopo le due sconfitta di fila supera Arizona 49-39, e trova la prima vittoria in stagione Colorado, grazie ad una incredibile ricezione in endzone di Montana Lemonious-Craig nel supplementare, valida per il 20-13 con il quale i Buffaloes si sono liberati di Cal. Altra invasione.

In ACC torna finalmente alla vittoria Miami dopo 3 sconfitte consecutive e lo fa con un 20-14 su Virginia Tech che riporta i Canes sulla linea del 0.500. Il derby della Carolina del Nord tra Duke e North Carolina regala grandi ed insperate emozioni: la spuntano i favoriti Tar Heels grazie ad un touchdown a 16 secondi dallo scadere di Antoine Green su passaggio di Drake Maye, autore di un’altra bella prova.

In SEC finisce 35-45 il match dello Swamp tra Florida e LSU, grazie ad una prestazione super di Jayden Daniels da 349 yard e 3 TD senza intercetti. Ancora tra luci ed ombre, invece, la squadra di coach Billy Napier, disattenta in difesa e ancora un po’ fuori fuoco offensivamente, nonostante i lampi di talento del proprio QB.

Continua la corsa di Ole Miss, che supera agevolmente Auburn segnando 48 punti e mostrando, al solito, un attacco estremamente divertente per il play-calling molto originale. Vagonata di punti anche per Arkansas che batte 52-35 BYU a domicilio grazie a 5 TD-pass di KJ Jefferson e ad alcune giocate davvero impressionanti.

In BigXII prosegue nel periodo positivo Texas, anche se fatica oltremodo a portare a casa la W con Iowa State. Fondamentale per i burnt orange, come al solito, Bijan Robinson. Iowa State è ora 0-4 in BigXII e nelle 4 sconfitte ha avuto uno scarto totale di 13 punti. Torna alla vittoria anche Oklahoma che supera, tornando a macinare yard in attacco, i Kansas Jayhawks.

Torna a sounare Country Roads a Morgantown dove, nell’anticipo del giovedì, West Virginia supera Baylor 43-40 in un’altra partita estremamente spettacolare del weekend.

In BigTen vince Maryland una bella partita a Bloomington contro Indiana, ma il sorriso ai Terps viene smorzato dall’infortunio, probabilmente grave, accorso a Taulia Tagovailoa, trasportato fuori dal campo nel quarto quarto. Bella partita anche tra Michigan State e Wisconsin, vinta dai padroni di casa 34-28 grazie alla ritrovata connessione tra Payton Thorne e Jaylen Reed. Anche Purdue vince una partita ad alto punteggio contro Nebraska 43-37, mentre continua a concedere poco o nulla agli attacchi avversari la difesa dei Fighting Illini di coach Bret Bielema, ancora vittoriosi, stavolta contro Minnesota.

In AAC continuano le strisce di vittorie sia di UCF – che ne segna 70 (!) a Temple – che di Tulane, che si libera non senza sudare di USF. Nella FCS da segnalare la vittoria di South Dakota State nel sentitissimo derby dei due Dakota con North Dakota State: 23-21 il finale e Dakota Marker che resta per il terzo anno consecutivo a Brookings.

E con questo è tutto anche per questo weekend, appuntamento alla settimana prossima!

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