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7 Comments

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    paolo

    Mi dispiace ma il vero problema è che non cominciano a vincere qualchecosa possono cambiare nome ogni anno ma non cambierà nulla.Non è un caso se il Real Madrid ha molti tifosi

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    1. 1.1
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      Giulio

      Che i Redskins non abbiano più vinto da quasi un trentennio, non c’entra niente. I nomi segnano indelebilmente una storia sportiva, lastricata di passioni, sentimenti e memorie che si tramandano nel tempo. Allora aboliamo anche nomi e loghi dei Raiders, dei Dolphins e dei Bears perché non vincono da secoli. Tutti d’accordo? Non credo…

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  2. 2
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    Giulio

    E’ vero: senza i piccioli non si canta la Messa. Quando FedEx, Nike e Pepsi minacciano di non darti più un soldo, che altro si può fare? Che il logo sia osceno, invece, è una opinione personale dell’articolista. De gustibus non est disputandum. Molti appassionati e tifosi, nel mondo, non la pensano come lui. La questione razziale è una questione tutta americana che i diretti interessati presumono di risolvere con la più ridicola delle ipocrisie. Per una volta sono d’accordo con Trump: la scelta di Snyder e soci è una resa definitiva al “politically correct”.

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  3. 3
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    Ricky

    Totalmente d’accordo con Giulio su tutto quanto. L’articolo è di una banalità e superficialità tali da pensare che sia stato scritto così proprio per favorire volutamente l’interazione, le critiche e quindi la visibilità dell’articolo stesso. Il paragone con la versione “localizzata” del marchio del Real c’entra poco, se non niente: qui si parla di cambiare il nome della franchigia, non del re-design del “logo”. La questione su cui si è tanto discusso riguarda una squadra costretta dagli sponsor a buttare letteralmente nel cesso un brand storico a causa di una political correctness ormai fuori controllo. Renaming, rebranding, “logo” e altri concetti che l’autore dimostra di padroneggiare molto poco, a mio parere non hanno nessuna attinenza con questa triste storia di uno degli sport più amati al mondo.

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  4. 4
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    attilio

    Io nella vita non ho mai messo i soldi al primo posto…..si vede che l’articolista invece pensa come le multinazionali,che stanno riducendo i cervelli dei giovani come spazzatura

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  5. 5
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    Danilo

    Ah ok pensavo di essere l unico ad averlo letto un po stranito
    Sì sta andando fuori di testa comunque

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  6. 6
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    BRIZZI

    al ragazzotto che scrive mancano molte informazioni e conoscenze per potersi occupare di questo tema.
    Da un magazine specializzato mi aspetto un analisi ed una visione più meditata e più concertata che non una sottospecie di post da “sub social”.
    La storia ed il ricordo sono elementi importanti. L’attraversamento di una fase di cambiamento sono percorsi faticosi ed a volte dolorosi.
    Le battute e l’ironia ci possono pure stare, ma a corollorario o per dare leggerezza al testo, ma un minimo di analisi reale e concreta della situazione me li aspetterei.
    Comunque auguri ai Redskin!!

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