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2 Comments

  1. 1
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    marto

    ….il finale di Gruden era scritto da tempo. E comunque non è l’ unico che deve pagare per questa lento e costante declino.

    Tempi duri per noi dei Redskins

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  2. 2
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    Giulio

    I 52 giocatori infortunati degli ultimi quattro anni equivalgono a un intero roster. Il bilancio della scorsa stagione fu addirittura drammatico con il season-ending – e forse career-ending – injury di Alex Smith; la rottura di Guice nella prima partita di pre-season; l’Offensive Line interamente falcidiata; Jordan Reed in eterno concussion protocol; e poi i ricevitori, il kicker… Ciò non toglie che Gruden, nelle sue sei annate, abbia avuto a disposizione molti buoni giocatori come DeSean Jackson, Garcon, Crowder, Cousins ed eccellenti collaboratori come Sean McVay; nel 2018 anche la difesa aveva iniziato a macinare turnovers e buon gioco, prima che l’attacco, incapace di concludere un drive, non gli gettasse addosso il peso di ogni partita. Il suo playbook, del tutto privo di running-game, è sempre stato povero e prevedibile, al di là degli interpreti. Certo, Gruden non è l’unico colpevole. Proprietà e management dovranno riaccendere gli entusiasmi della tifoseria con operazioni coraggiose: un nuovo stadio e un coaching staff all’altezza dei colori e della tradizione capitolina.

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