[NFL] Week 3: Benvenuti al Wilson Manning show! (Denver Broncos Vs Seattle Seahawks 20-26)

Peyton Manning si inginocchia nel fragore del CenturyLink Field di Seattle. I suoi Broncos sono dietro, di tanto, ancora una volta contro i campioni del Mondo dei Seahawks. La folla è indiavolata, il sole alto nel cielo di Emerald City. Quanto volte è uscito dal campo scuotendo la testa? Quante volte i suoi drive sono stati fermati da draw chiamate dalla sideline, come se a lanciare non ci fosse il numero 18 ma un qualsiasi altro quarterback?
Sul 17 a 3 Peyton Manning pensa che forse sarà una delle pochissime volte che la End Zone non la vedrà nemmeno col binocolo, che non segnerà nell’insolito assolato pomeriggio di Seattle, che perderà, lui e i suoi Broncos.
Da lì a due ore, invece, i Seattle Seahawks, coloro i quali lo avevano umiliato a febbraio nel New Jersey facendolo sembrare un quarterback qualunque, twitteranno dal loro account ufficiale le parole “Peyton Manning.”, con il punto. Non esclamativo, perché il fatto che il numero 18 porti i suoi compagni all’overtime con un drive da 80 yard in 59 secondi non è nulla di inusuale. E’ la normalità. Punto. Così come è naturale per i Seahawks, da avversari, togliersi il cappello social-mediatico di fronte a chi sta facendo la storia del football. Ulteriori dettagli in chiusura di articolo.

Per il momento, vediamo la fredda cronaca.

Il rematch dell’ultimo SuperBowl inizia con un errore di Monte Ball (che nonostante si chiami “palla”, dimostra scarsissima cura per la stessa). Il fumble da la palla a Seattle che entra in Red Zone con la ricezione di Russell Wilson, WR per una giocata. Così come una settimana fa, la difesa dei Broncos la fa da padrona nella sua Red Zone, fermando l’attacco di casa e costringendolo al field goal (quasi) automatico di Steven Hauschka.

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La franchigia del Colorado riprende la palla e marcia per tutto il campo fino alla zona rossa degli ‘Hawks. Un lancio di Manning per Julius Thomas è leggermente impreciso ed è quanto basta per perdere 4 punti e impattare sul 3 pari, risultato sul quale si cambierà campo. Il drive della squadra di John Fox prende gran parte del primo quarto, nonostante i tentativi di corse centrali di Ball sbattano irrimediabilmente sul muro verde-blu. Mannign riesce a salvare i suoi convertendo due terzi down fondamentali anche grazie alle tracce corse alla perfezione dai suoi. Il timing dell’attacco è efficiente e sembra che la vendetta possa essere consumata a domicilio.

Marshawn Lynch Seattle SeahawksIn una contesa equilibrata quanto quella andata in scena domenica sera, è naturale le cose possano cambiare con una giocata inaspettata. Mentre T.J. Ward, DeMarcus Ware, Richard Sherman, Bobby Wagner spezzano sul nascere le velleità dei due attacchi, Pete Carroll trova la chiave di volta ordinando uno screen per Marshawn Lynch. Beast Mode riceve su un terzo down con una prateria di fronte a sé, e non lascia avvicinare nessun avversario finchè non è soddisfatto del guadagno di 21 yard. Denver è momentaneamente confusa, Aqib Talib (partenza ritardata la sua) non copre Ricardo Lockette che pochi istanti dopo la ricezione di Lynch riceve in End Zone la palla del 10 a 3 e della prima spallata.
La seconda arriva con un ottimo drive di Wilson, che pesca Percy Harvin e Doug Baldwin a ripetizione per consegnare il 17 a 3 poco prima dell’intervallo nelle mani ancora di Lynch.
La feroce pass rush di Von Miller e Ware non manca, e spesso c’è anche Ward o un altro DB che si aggiunge all’equazione, ma Wilson è a oggi il miglior giocatore per evitare le attenzioni dei due atletici difensori, e li soffre raltivamente.
Dall’altra parte, una draw qui e una delay lì non possono soddisfare i tifosi blu-arancio. L’intento è però chiaro: non fare la figuraccia del SuperBowl, ridurre il gap, far credere a Seattle che i Broncos prediligano le corse, per avere più possibilità nel secondo tempo.
Manning si inginocchia, scuote la testa e corricchia verso gli spogliatoi nelle gesta già narrate nell’introduzione a questa cronaca.

Il terzo quarto esemplifica cio` che difensivamente abbiamo detto finora. L’aggiunta che dobbiamo fare e` che Denver pattuglia ottimamente la linea del primo down, rendendo inutile gli sforzi dei padroni di casa e che Manning sembra opaco, mancando alcune bersagli facili, ora per imprecisione, ora per scarsa potenza. Nello show e` evidentemente previsto che il 38enne di New Orleans faccia credere di essere sulla via del declino. La realta`, purtroppo per lui eanche un po’ per il pubblico della NFL, e` che il 18 lo e` veramente. Insomma, sono le prime avvisaglie che la polvere nella clessidra sta giungendo al termine.
La partita e` in questa fase estremamente equilibrata. Un ottimo punt di Colquitt mette i Seahawks spalle al muro. Dapprima la difesa del Colorado placca Wilson a mezza yarda dalla sua End Zone, poi Lynch non trova il pertugio per cavarsela e viene atterrato ben all’interno della zona di meta. E’ una safety che piu` che cambiare le sorti dell’incontro funge da medaglia sul petto della difesa di Jack Del Rio, autrice di una partita di tutto rispetto.

julius thomas broncosChris Harris, assente al SuperBowl, intercetta Wilson in quello che sara` probabilmente l’ultimo errore del prodotto di Winsconsin. Le cose sembrano girare per Denver, che vede materializzarsi i risultati di un gameplan rivelatosi improvvismente solido, dopo essere sembrato ridicolo a cavallo dell’intervallo lungo. 12 a 17 quando Julius Thomas (5 TD nelle prime 3 partite, record per un tight end) riceve il primo TD del pomeriggio di Manning.
Denver torna in possesso del pallone, e con una eventuale conversione da due ipotecherebbe almeno il supplementare. Ma, cercando il rientrante Wes Welker, Manning trova solo Kam Chancellor. E` l’intercetto della fine. O no?

Hauschka, che nel terzo periodo aveva sbagliato un field goal sanguinoso per rimettere in gioco gli ospiti, segna e porta i suoi a otto lunghezze di vantaggio. 59 secondi sul cronometro della partita, 80 yard da fare, niente timeout.
A quel punto le draw di Monte Ball hanno utilità pari a zero, per cui Peyton si siede nella shotgun come ai bei vecchi tempi, rimbalza sui placcaggi dei difensori di Seattle, e trova nell’ordine Sanders, Thomas e Tamme, per la segnatura che manda tutti all’overtime. Quando Wilson si inginocchia per lasciar passare gli ultimi 20 secondi scarsi, e` come se lo facesse davanti all’enorme statua del figlio mezzano di Archie Manning. Ma quando alza il capo, ha lo sguardo di chi sa che, alla fine, vincerà lui.

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Perché se non avesse vinto il giovane QB campione del Mondo, il titolo non sarebbe giustificato. Invece e` proprio lui che, una volta vinto il sorteggio, domina totalmente il tempo supplementare. Come Manning aveva scansato gli indugi in una situazione di emergenza, il più giovane collega, nel suo stile, lo imita al meglio, forse perche sa che una volta ridata la palla ai Broncos i suoi sarebbero arrivati sul 1-2. E` 2-1 invece, perche l’idolo del CenturyLink Field lancia, corre, chiude un down dopo l’altro in un incedere talmente perfetto da farti pensare: “Perché non l’ha fatto prima?”.

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La storia di una partita leggendaria si chiude con Marshawn Lynch che entra facilmente in End Zone. Il dodicesimo uomo esplode, Seattle torna ad avere un record positivo, identico a quello degli avversari di giornata.
La rincorsa e` iniziata. Quante possibilità ci sono che Seattle e Denver si incontrino nuovamente al grande ballo? Buone, perché sono due squadre con talenti straordinarie da tutte e due le parti del pallone, perche la difesa di Denver ha fatto vedere progressi entusiasmanti domenica, e perché Seattle in casa sara` semi-imbattibile. Un altro punto a favore dei Broncos e` che, per una volta, il coaching staff ha pensato a un piano partita vincente, adatto. Senza quello screen per Lynch, forse staremmo parlando di una prova di forza spaventosa da parte degli uomini di John Fox.

Riapriamo il capitolo Manning: il conto alla rovescia dice che mancano 9 TD per superare Brett Favre come miglior marcatore di tutti i tempi, che mancano 6100 yard a essere il più prolifico passatore di sempre e che con 18 altre vittorie sara il partente più vincente nella storia della regular season NFL. 51 drive vincenti nel quarto quarto o in overtime, e già record.
Ma nel pomeriggio insolitamente assolato di Seattle il destino e un fantastico piccolo quarterback al terzo anno di militanza nella lega, hanno pensato che per la 52esima rimonta di un monumento ci fosse ancora tempo…

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Dario Michielini

Segue il football dagli anni 90, da quando era alle elementari. Poi ne ha scritto e parlato su molti mezzi. Non lo direste mai! "La vita è la brutta copia di una bella partita di football"

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