[NFL] Week 10: Dallas Cowboys vs New Orleans Saints 17-49

Quando fai visita a domicilio a Drew Brees e ai suoi compagni di merenda dei Saints, devi avere una difesa dominante o sperare che il numero 9 da Purdue non sia in forma, altrimenti rischi di passare un pessimo pomeriggio, tenendo conto che nelle ultime 20 gare casalinghe, l’ex Chargers è stato devastante, completando il 68% dei passaggi per 6524 yards con 69 mete e 16 intercetti. E a questa regola non sono sfuggiti neppure i Dallas Cowboys, travolti domenica al Mercedes Benz Superdome sotto un pesantissimo 49-17.

Drew Brees
Drew Brees

I precedenti non erano certo incoraggianti per gli uomini con la stella sul casco, contro cui Brees ha un QB rating di oltre 99 (il massimo per un quarterback nella storia NFL contro la difesa dei texani), ma nel primo drive, con gli uomini migliori (almeno quelli presenti) ancora sani, la difesa di Dallas ha illuso i suoi tifosi di potersela giocare costringendo al punt i Saints. Dalla seconda serie però Brees è diventato una macchina da passaggi, ha completato 19 lanci consecutivi, e già all’intervallo lo score del regista di casa diceva 26 su 30 per 252 yards e 3 touchdown, mentre il punteggio era fissato sul 28-10.
Pur avendo un’arma formidabile come il tight end Graham a mezzo servizio (il numero 80 ha comunque ricevuto tutte e cinque le palle lanciate nella sua direzione per 59 yards), Brees ha martellato la difesa ospite soprattutto con passaggi medio-corti e solo raramente ha lasciato andare il braccione, ma ha fiaccato gli uomini di Kiffin che hanno via via ceduto.
La formazione texana è stata pure parecchio sfortunata, visto che dopo il primo quarto ha perso il fortissimo linebacker Lee per un problema alla coscia, quindi da metà della terza frazione  anche l’altro inside linebacker titolare, Durant, è andato k.o. per il medesimo motivo.
Se a questo aggiungete lo stato di salute assolutamente precario del defensive end Ware e le tante assenze in linea difensiva, avete già una eloquente spiegazione della pesante batosta esterna per gli uomini dell’head coach Garrett. Ma la statistica più impressionante per l’attacco dei Saints sono le 249 yards guadagnate nel rushing game, con la coppia Ingram (14 portate, 145 yards ed una meta) e Thomas (11 corse, 87 yards ed un’altra segnatura) assolutamente inarrestabile.
Una parte del merito di queste scorribande va per altro al fullback Collins: esponente di un ruolo in via di estinzione, almeno nella NFL, il buon Jed ha demolito a più riprese i linebacker avversari rivelandosi ingrediente fondamentale nel gioco sulla terra.

Nel passing game il bersaglio preferito di Brees è stato Colston, autore di 7 ricezioni per 107 yards, ma dopo di lui il maggior numero di palloni li hanno ricevuti Sproles (7 palle catturate anche per lui per 76 yard), Pierre Thomas e Graham, vale a dire due runner ed un tight end. Tre soli catch invece per il rookie Stills che però ha guadagnato ben 75 yards, 52 delle quali sono venute in avvio di ultimo quarto su una bomba di Brees in touchdown che ha definitivamente tagliato le gambe agli ospiti.
Per quanto riguarda la difesa, credo che nessuno aspettasse questa sfida più ansiosamente di coach Rob Ryan, messo alla porta senza tanti complimenti dal presidentissimo di Dallas Jerry Jones questa primavera dopo un’annata deludente dell’intero reparto difensivo dei texani, ed ora a capo della defense dei Saints. E il figlio del famoso Buddy Ryan, ha fatto pagare con gli interessi ai Cowboys la loro decisione, visto che il suo gruppo, l’anno scorso sotto Spagnuolo di gran lunga il peggiore della NFL, ha quasi annullato un attacco dei Cowboys che ha chiuso con 193 yards di total offense (contro le 625 dei Saints).
Senza una grande pressione su Romo, il solo Cameron Jordan è riuscito a mettere in qualche affanno il regista ospite, è stato il secondario guidato dal cornerback Greer a dominare il match, soprattutto in un primo tempo in cui la difesa di casa ha concesso appena 20 yards di passing game.

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DeMarco Murray, Will Herring
DeMarco Murray

Dallas è invece rimasta in partita grazie all’errore su ritorno di punt di Sproles e finchè il suo attacco ha dato qualche segno di vita, soprattutto grazie a Murray. I Cowboys si sono infatti trovati avanti dapprima 3-0 grazie al field goal di Bailey che seguiva un fumble su ritorno di punt di Sproles prontamente recuperato dall’asso degli special team Harris. Poi ancora 10-7 grazie ad un ottimo drive che viveva però quasi esclusivamente sulle galoppate di Murray che in sei portate guadagnava 67 yards, incaricandosi inoltre di siglare la meta di quello che sarebbe stato l’ultimo sorpasso.
Dopo di questo, il buio, con un unico momento buono alla fine del terzo quarto, allorchè Romo trovava con un passaggio lungo da 44 yards Dez Bryant e poi con un lancio da 23 yards Terrance Williams per la meta del momentaneo 17-35. Sul kickoff seguente, Garrett provava la sorpresa e optava per tentare un onside kick che veniva recuperato dallo special team di Dallas. Ma neppure questa combinazione di episodi favorevoli svegliava l’attacco dei Cowboys che in un drive decisivo per tentare di rientrare in partita, iniziato oltre a tutto quasi a metà campo, in tre giochi non solo non riusciva a guadagnare neppure un millimetro causa tre incompleti, ma addirittura perdeva 11 yards perchè uno di questi era considerato intentional grounding.
A parte i due  passaggi del drive della seconda meta di Dallas, Romo non riusciva mai a dare ritmo al suo gioco e le statistiche impietose (10 completi su 24 per 128 yards e una meta) sono lì a dimostrarlo. Un Dez Bryant già non brillante veniva costantemente raddoppiato dai Saints che riuscivano praticamente ad eliminarlo dal gioco ed un Witten in giornata no non riusciva a sobbarcarsi tutto il peso del passing game. Sulla terra le cose andavano un pochino meglio con Murray che chiudeva la gara con 16 portate per 89 yards, ma se vuoi stare al passo con questo attacco di New Orleans, correre bene non basta.

La difesa è invece stata in balia dei Saints dal secondo drive in poi e gli infortuni non hanno certo giovato alla causa. Sono 17 fin qui i defensive linemen usati dal povero coach di reparto Marinelli, ed i risultati si sono visti contro un attacco che ha dominato anche sul piano fisico per tutta la gara. Pur giocando poco più di metà degli snap difensivi, Ware è stato decisamente efficace nella pass rush ma gli acciacchi l’hanno pesantemente menomato contro la corsa mentre il resto della linea ha decisamente faticato in entrambe le fasi del gioco.
In una giornata da dimenticare per l’interno reparto, alla coppia di linebacker Carter e Sims va la palma di peggiori in campo visto che entrambi venivano spazzati via con regolarità dal fullback o dagli offensive linemen dei Saints. Nel secondario giornata pessima per la safety rookie Heath che, oltre ad aver mancato 4 placcaggi, ha anche concesso cinque ricezioni per 104 yards e tre mete sui sei palloni lanciati nella sua direzione. L’unico a salvarsi del secondario di Dallas è stato Scandrick, bravo in copertura sia sui runner che sui ricevitori, anche se un suo errore è costato la meta di Sproles.

Mark Ingram, Ernie Sims, Barry Church
Mark Ingram

E sì che come detto, la partita era iniziata sui binari dell’equilibrio, con i rispettivi running game a farla da padrone. Dopo un minuto del secondo quarto, con Dallas avanti 10-7, andava k.o. il linebacker Sean Lee e da quel momento i Cowboys sparivano letteralmente dal campo, inspiegabilmente anche in attacco: in neppure 14 minuti New Orleans confezionava 21 punti mentre i Cowboys guadagnavano in due drive messi assieme, appena 10 yards.
Dallas sembrava iniziare meglio il secondo tempo ma dopo una buona serie di azioni, un sack di Foster su Romo mandava in stallo il drive del texani e poco dopo i Saints allungavano ancora grazie alla meta di Ingram. Sotto 35-10, con diciassette minuti da giocare, i Cowboys trovavano finalmente un buon drive, accorciavano sul 17-35 grazie alla meta di Terrance Williams, ma anche il recupero dell’onside kick non dava la sperata scossa all’attacco. Sul rovesciamento di fronte, Brees trovava con una bomba da 52 yards Stills per il touchdown che chiudeva la gara.

Nella graduatoria della NFC East, a occhio e croce la più debole della Conference, i Cowboys sono così stati agganciati a quota 5-5 dagli Eagles e per fortuna nel prossimo turno avranno la bye week per cercare di recuperare le forze, anche se l’infortunio di Lee (ne avrà per un mese) e i grossi problemi dell’attacco rischiano di essere il preludio ad una parte di stagione difficile.
I Saints, a quota sette vinte e due perse, hanno invece il secondo record della Conference ed una vittoria di vantaggio sui sorprendenti Panthers nella South Division. La lotta con la Pantere di Cam Newton è naturalmente apertissima, anche se con un rushing game come quello visto contro Dallas, fermare New Orleans sarà impresa ardua per tutti.

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