Obiettivo decima (Cincinnati Bengals Vs Pittsburgh Steelers 10-36)

All’Heinz Field di Pittsburgh, gli Steelers ospitano in week 10 gli ultimi rivali divisionali, i Bengals di Joe Burrow. Dopo la vittoria all’ultimo minuto contro dei, tutto fuorché irresistibili, Cowboys, gli Steelers ospitano, nello stadio che affaccia sui tre fiumi, gli storici rivali di Cincinnati. I Bengals residenti nel fondo della AFC North, dopo una sorprendente vittoria contro i più quotati Titans, hanno la possibilità di mettere fine alla imbattibilità stagionale degli acciaieri in nero-oro.

Mentre la compagine tigrata soffre l’assenza di diversi giocatori chiave, sia nel reparto offensivo che difensivo, gli Steelers recuperano per la partita il veterano Roethlisberger in cabina di regia e il solido Vince Williams a completare la intimidatoria linea di linebacker.

Ad aprire le danze ci pensa come sempre la difesa Steelers. La quale, prima forza un 3&out a Burrow e compagni e poi sul ritorno del punt forza e recupera un fumble. Difesa e special team che fanno da padroni nella serata e mettono lo zampino per i primi tre punti di giornata. Nota dolente della squadra di Tomlin, riscontrata in tutte le uscite stagionali, è l’assenza realizzativa del reparto offensivo nel primo quarto di gioco. Questa volta però la predisposizione ad un attacco più verticale, una motion ritrovata, un assiduo 11 presonnel schierato e una secondaria Bengals non eccelsa, permettono a BigBen e compagni di siglare 12 punti nel primo quarto di gioco. Il braccio del QB da Miami Ohio cerca più volte di pescare nel profondo temibili armi come Johnson e Claypool, autori di statistiche combinate da 10 ricezioni, per 172 yard e 2 TD.  Predisposizione a lanciare in profondità agevolata da una pressione debole esercitata dalla DL Bengals sul QB avversario.

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Per la squadra ospite nonostante la difesa con grande sforzo e sacrificio porta a casa risultati minimi, l’asse Burrow-Higgins, ormai ben rodata, regala sporadici lampi di gioco che fruttano il sufficiente per rientrare in partita sul 12-7. Il sacrificio della secondaria Bengals però viene mene quando il solito trio di WR Claypool, Smith-Schuster, Johnson crea scompiglio tra gli uomini Taylor. Al rientro in campo dagli spogliatoi la musica non cambia per la franchigia dell’Ohio. Nonostante uno stoico Burrow che, alla prima in carriera contro Pittsburgh, riesce a mantenere immacolata la casella alla voce intercetti, l’attacco tigrato non riesce a riprendersi. Il QB selezionato con la prima al draft, seppur non viene intercettato da una secondaria che disputa la miglior partita stagionale capitanata dalla coppia Haden-Sutton, viene atterrato ben quattro volte dal front-seven che risponde al comando del #90, TJ Watt. Ad infliggere un’ulteriore punizione alla difesa nero-arancio, ci pensa Ray-Ray McClould, il returner degli Steelers scala week dopo week le classifiche con ottime prestazioni nelle voci: kick/punt return. Ad esplicitare il definitivo termine della partita, nonostante 4 minuti ancora sul cronometro, è l’ingresso di Mason Rudolph, QB di riserva degli Steelers che mettono a riposo il veterano BigBen.

Per i Bengals sfuma l’occasione di un altro clamoroso upset, il quale avrebbe avuto un sapore ancora più dolce, vista la rivalità e il percorso stagionale dell’avversaria. La sconfitta netta per i ragazzi di Taylor era comunque preventivabile. Un roster decimato e alla prima stagione di rivoluzione difficilmente poteva compiere un altro miracolo contro una delle squadre più in forma della lega e con grande voglia di rivalsa dopo la deludente prestazione, seppur vittoriosa, della settimana scorsa. Da premiare comunque per i tigrotti dell’Ohio è un atteggiamento mai arrendevole nel corso di tutta la partita, nonostante il risultato parlasse chiaro. La secondaria che ha concesso molto in termini di ricezioni e yard è comunque da premiare per impegno e tenacia. Nonostante interpreti non eccelsi e avversari ostici, i defensive-back di Cincy hanno venduto cara la pelle, o pelliccia in questo caso, drive dopo drive, ogni minuto facendo tutto il possibile nelle loro corde. I Bengals alla prima stagione di Burrow si dimostrano comunque una squadra che ha ben intrapreso un percorso che ha come obiettivo la risalita di una delle division più difficili della lega, l’AFC North.

Proprio al vertice della suddetta division troviamo i vittoriosi, ancora una volta, Steelers. Prestazione ineccepibile dei ragazzi di Tomlin, il quale firma l’ennesima stagione vincente alla guida di Pittsburgh. Per la franchigia della Pennsylvania tutti promossi a pieni voti. Un attacco che ritrova ritmo e big-play, una OL che preserva l’integrità del proprio QB, una pass-rush che porta a casa il solito bottino e una secondaria che spegne i sogni del giovane Burrow. Da sottolineare un’altra ottima prestazione del CB Sutton, il quale in scadenza di contratto si erge ormai a CB numero uno della depth-chart Steelers, ascesa con cui il front-office nero-oro dovrà fare i conti in post-season. Se bisogna trovare il classico pelo nell’uovo nella prestazione Steelers è senza dubbio la, ancora una volta, scarsa produttività del gioco di corse, fattore che può essere determinante conto avversarie più dure, ma soprattutto in ottica playoffs.

Prossimi impegni per le due squadre vedono i Bengals nuovamente in trasferta nella capitale, mentre gli Steelers alla ricerca della decima vittoria filata senza sconfitte contro i Jaguars, in quel di Jacksonville.

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Matteo Colangelo

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