Profondo Roster 2023: Minnesota Vikings

Se la stagione NFL terminasse oggi, i Minnesota Vikings sarebbero l’ultima squadra ad accedere ai playoff con un record di 6-5. Di per se la prestazione non è eclatante per un team che lo scorso anno iniziò 10-2,  ma se si tiene conto che gli uomini in viola erano partiti 1-4 e che hanno raddrizzato la barca utilizzando tre quarterback diversi e dovendo inoltre fare meno del loro formidabile ricevitore principale, ecco che l’impresa del gruppo di coach O’Connell assume un altro spessore.

OFFENSE

L’asse Kirk Cousins-Justin Jefferson era uno dei più attesi dagli addetti ai lavori, ma la coppia è durata appena cinque gare. Durante la sfida contro i Chiefs ad inizio ottobre infatti Jefferson, che a livello di prestazioni era sui ritmi della passata stagione, chiusa con 128 ricezioni per 1809 yards, è andato k.o. per un guaio muscolare e non è ancora rientrato. Poi, tre settimane dopo, Cousins si è purtroppo rotto il tendine di Achille del piede destro concludendo anzitempo la sua stagione (e secondo alcuni anche la sua carriera in maglia Vikings). Fino a quel momento il trentacinquenne regista stava disputando una delle sue migliori stagioni e dopo un avvio difficile stava riportando i Vikings in lizza per i playoff.

Dopo il k.o. di Cousins, il rookie Jaren Hall ha terminato la vittoriosa gara contro Green Bay poi ha iniziato, nuovamente in modo dignitoso, la sfida successiva contro Atlanta. Dopo il primo quarto però Hall si è infortunato ed è subentrato Joshua Dobbs, appena arrivato da Arizona, e da allora l’attacco dei Vikings è diretto dall’ex Volunteer.

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Dobbs ha una storia in NFL piuttosto intricata, visto che fu selezionato al quarto giro nei draft 2017 dagli Steelers con cui disputò anche una trentina di snap l’anno successivo. Nel 2019 Dobbs fu poi spedito a Jacksonville, con cui non giocò mai, salvo tornare a Pittsburgh dove nel 2020 giocò appena 9 snap. Nell’aprile del 2022 Dobbs, che è laureato in ingegneria aerospaziale, da cui il soprannome di Passtronaut, è approdato a Cleveland, quindi, il 5 dicembre il regista è finito a Detroit poi, il 21 dello stesso mese, è stato messo sotto contrato dai Titans con cui ha giocato le ultime due gare di campionato. Tornato a Cleveland, Dobbs è stato ingaggiato questa estate da Arizona con cui ha disputato 9 gare da titolare quindi, il 31 ottobre è stato ceduto a Minnesota. In tre gare con i Vikings Dobbs ha completato il 65,6% di passaggi per 647 yard, con 4 td pass ed un intercetto cui vanno aggiunte tre mete su corsa. A livello di caratteristiche, come regista puro, Dobbs non è certamente Cousins, ma la sua capacità di improvvisazione e la sua bravura nel portare palla danno all’attacco di coach O’Connell una dimensione diversa rispetto al titolare. Come detto l’attacco dei Vikings, che è comunque terzo in NFL per yards conquistate a partita per via aerea, ha naturalmente subito la pesante perdita di Jefferson ma per fortuna è esploso il rookie Jordan Addison, autore fin qui di 48 ricezioni per 647 yards e ben sette mete. Il bersaglio preferito dei registi in viola è però il tight end T.J. Hockenson, che la dirigenza di Minnesota ha reso il tight end più pagato della Lega, già arrivato a quota 75 catch per 736 yards. In assenza di Jefferson, il receiver n°2 è diventato K. J. Osborn che ha catturato fin qui 33 palloni, seguito dal runner Alexander Mattison con 25 ricezioni e tre touchdown. A quota 22 ricezioni c’è poi il ricevitore Brandon Powell, seguito a 16 dal tight end Josh Oliver, che dopo un buon avvio di campionato era stato un po’ dimenticato e che invece contro Denver ha totalizzato 4 ricezioni per 47 yards e un touchdown.

Nelle prime giornate il running game è stato nelle mani di Alexander Mattison che però fino ad adesso non ha certamente impressionato (la sua media a portata è di 3,7 yard, praticamente la stessa del 2021 e del 2022). Per avere un maggior contributo nel gioco di corsa, i Vikings hanno provato ad ingaggiare a fine settembre dai Rams Cam Akers, ma quest’ultimo non ha fatto molto meglio rispetto a Mattison e purtroppo all’inizio di novembre è finito in IR anche lui per un problema al tendine di Achille.

Il runner più efficace, almeno a livello di yard per portata, è stato inbece Ty Chandler, che dopo essere stato praticamente dimenticato per un paio di mesi, è stato impiegato con buona continuità sia contro i Saints che contro Denver ed è a quota 33 corse per 160 yards (media 4,8). In generale, comunque, il running game di Minnesota è uno dei peggiori della NFL.

La linea offensiva dei Vikings è un reparto solido, ed è uno dei gruppi più forti che Minnesota abbia avuto negli ultimi anni, in cui spesso la linea è stato il punto debole dell’attacco. I due giocatori più validi sono i tackle, Christian Darrisaw a sinistra e Brian McNeill a destra. Il centro è Garrett Bradbury che non ha mai performato ai livelli che ci si dovrebbe attendere da una prima scelta ma almeno ora è un giocatore discreto. Ai suoi lati giocano a destra Ed Ingram, atleta dal rendimento discontinuo, e a sinsitra Dalton Risner, arrivato dopo cinque settimane di campionato e che ha preso il posto di Ezra Cleveland, ceduto ai Jaguars. Risner dopo quattro buone annate a Denver sta però faticando a trovare continuità di rendimento con i Vikings.

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TJ Hockenson – AP Photo

DEFENSE

Sotto il nuovo defensive coordinator Brian Flores, i Vikings hanno, di gran lunga, la difesa che blizza di più nella NFL con una percentuale del 47,7% (secondi sono i Giants la cui percentuale di blitz si attesta però appena al 40%), anche se questa tendenza non si traduce in una pressione sui QB avversari particolare, visto che Minnesota è a metà del gruppo sia in fatto di sack che di hurries. Il gruppo di coach Flores è fra le difese che sbagliano meno placcaggi ma è fra i peggiori per yard concesse dopo la ricezione, e in effetti sul passaggio la difesa in viola è diciassettesima per yard subite a partita. Decisamente migliore è invece il rendimento nel running game., visto che Hunter e compagni condedono appena 3,7 yard a portata, un dato che li pone al terzo posto nell’intera NFL.

I due tackle più utilizzati sono Harrison Phillips e Jonathan Bullard, entrambi atleti temibili sulla corsa, con Phillips che invece è più valido del collega nella pass rush. Quando Flores sceglie lo schieramento a tre linemen il terzo è di solito l’ex Packer Dean Lowry che però finora sta faticando e che domenica ha subito un infortunio al muscolo pettorale che probabilmente lo terrà fuori per il resto del 2023. Del gruppo fanno parte anche il rookie Jaquelin Roy e Khyiris Tonga altro giocatore specializzato contro la corsa.

Gli end titolari sono il fortissimo Danielle Hunter e D.J. Wonnum. Hunter, secondo in NFL con 12 sack dietro solo a Garrett dei Browns, è tornato lo spauracchio che aveva terrorizzato gli attacchi avversari fra il 2018 ed il 2019, biennio in cui aveva messo a segno 29 sack. Nel 2020 un infortunio con conseguente delicata operazione al collo ne aveva addirittura messo in dubbio il prosieguo della carriera, ma già nel 2022 il prodotto la LSU ha toccato quota 10 sack e di questo passo nel 2023 Hunter potrebbe stabilire il record di sack in carriera per una stagione.

Opposto a lui gioca Wonnum che non ha i numeri dell’illustre collega ma è già arrivato a quota 6 sack e anche per lui il 2023 potrebbe essere una stagione da record. Molto utilizzato fin qui è anche Patrick Jones che però finora sta decisamente deludendo. Nel ruolo di edge rusher, I Vikings stanno patendo l’assenza di Marcus Davenport, firmato in estate per dare un ulteriore contributo alla pass rush. Invece l’ex Saint ha giocato appena 4 snap nel primo mese di campionato, poi ha messo a segno due sack ma a metà ottobre contro Chicago ha subito una distorsione che lo tiene fuori dai campi da allora e difficilmente lo vedremo presto in campo.

Ma l’infortunio più grave per la difesa è sicuramente quello del linebacker Jordan Hicks. Dopo un 2022 non certo esaltante, il trentunenne ex Arizona è stato rivitalizzato da Flores e sta disputando una delle migliori stagioni della sua carriera, ma due settimane fa ha subito una operazione per eliminare una complicazione seguente ad un infortunio alla tibia subito nella gara contro i Saints e starà fuori ancora un mese. Con Hicks fuori causa i linebacker titolari sono l’ottimo rookie Ivan Pace e Troy Dye ma per far fronte alla limitata esperienza dei due è stato richiamato l’esperto trentunenne Anthony Barr che fra il 2015 ed il 2018 in maglia Vikings fu nominato 4 volte al Pro Bowl ed è reduce da una stagione discreta a Dallas.

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I due cornerback titolari sono Byron Murphy, leader degli intercetti con 3, e Akayleb Evans mentre il terzo cb è il rookie Mekhi Blackmon che pur essendo il giocatore con meno esperienza è forse quello che sta performando meglio in copertura. Da notare, a livello tattico, che quando in campo ci sono solo due cornerback, Murphy gioca esterno mentre quando si passa a tre, quest’ultimo si sposta nella posizione di slot corner. Ancora della rotazione dei cornerback fanno parte anche Andrew Booth che sta giocando meglio rispetto alla stagione da rookie ma fatica a trovare spazio, e Joejuan Williams che in questo 2023 ha giocato 4 gare con Chicago, più che altro negli special teams, prima di approdare a Minnesota.

I Vikings giocano spesso con tre safety, una caratteristica accentuata dal k.o. di Hicks perché sia Josh Metellus che, soprattutto, Harrison Smith, da anni una dei giocatori più forti nel ruolo della NFL, possono tranquillamente giocare da linebacker. La terza safety, che di solito pattuglia il profondo del campo difensivo, è Camryn Bynum, una delle rivelazioni della stagione, già autore di due intercetti e leading tackler dei viola con 62 placcaggi. Della rotazione delle safety fa parte anche Theo Jackson, che ha all’attivo un intecetto pur con un utilizzo decisamente limitato

LA SORPRESA

Ignorato da tutti i team nei recenti draft, Ivan Pace si è accasato ai Vikings appena terminate le scelte a fine aprile e si sta davvero rivelando un giocatore completo, non bravo soltanto ad inseguire i quarterback avversari. Addirittura, dopo l’infortunio di Hicks, nella gara contro Denver, spesso era lui l’unico linebacker di ruolo in campo, davvero non male per un undrafted free agent   

LA DELUSIONE

Vero, domenica sera contro Denver ha vissuto una delle (poche) giornate positive di questa stagione, ma il runner Alexander Mattison rimane un giocatore che non ha mai troppo convinto, e le prestazioni di questi ultimi tre anni sono lì a confermarlo, così come gli 0 touchdown segnati in 148 portate in questa stagione.

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