Clyde Edwards-Helaire: la storia (ancora da scrivere) di un piccolo runningback

Il signor Clyde Edwards Sr., classe 1978, è un ragazzotto di Baton Rouge ed una stella nascente dell’high-school football. Tutto sembrava andare nella direzione giusta per avere un futuro al college, ma un giorno, rincasando, vede la madre piangere, stressata dalle difficoltà quotidiane della vita da ragazza madre e dai pochi soldi che non le permettono di pagare le bollette. A 17 anni, Edwards si rende conto che deve assumersi il ruolo di uomo di casa, e provvedere economicamente alla famiglia: la soluzione più veloce? Lo spaccio. Guadagna abbastanza per mantenere anche la madre, ma il tempo per lo studio e per il football non c’è più.

Nel 2000, a 22 anni, una mattina, il suono della sveglia è diverso dal solito: le sirene della polizia. Apre gli occhi, si trova la casa circondata da agenti dell’FBI e della DEA, il panico. Viene condannato a 30 anni di reclusione per il possesso di circa 400 grammi di cocaina.

La sua fidanzata, Tonge, rimane così da sola, con un figlio di quasi un anno, nato l’11 Aprile 1999 di nome Clyde.
Si avvicina poco tempo dopo ad un suo collega e nel 2002 si uniscono in matrimonio: Shannon Helaire è il nome del marito.
E’ proprio Shannon che diventa la figura paterna di riferimento, trasmettendo al piccolo la passione per la pesca e per lo sport; vedendo le sue abilità nel tag-football, gli consiglia e incentra i suoi interessi nella palla ovale. Clyde però è un ragazzo minuto e la madre è molto preoccupata che il figlio si faccia male e, visto i contatti che avrebbe dovuto imparare ad assorbire, lo vede più adatto al baseball o all’atletica leggere, sport che praticava da giovane lei stessa.

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Clyde incontra il padre biologico in carcere poichè la madre ritiene necessario per la crescita conoscere al meglio le proprie origini, nel bene e nel male: Edwards Sr. aveva messo la testa apposto e stava conducendo una vita completamente diversa da quella di allora all’interno del carcere, studiando e mettendosi a disposizione di attività benefiche e di sostegno ai più bisognosi della comunità. Per buona condotta viene rilasciato dopo 14 anni di reclusione, e rientra, con il pieno appoggio della nuova famiglia, a far parte della vita del figlio. Nel 2006, mentre lavorava come dipendente di una concessionaria di auto usate, regala a Clyde la sua prima macchina, una all-black Mustang.
Clyde vuole essere comunque riconoscente al patrigno, che tanto lo aveva supportato in tutto, così, decide legalmente di cambiare il suo cognome in Edwards-Helaire, in onore a Shannon.

Edwards-Helaire Family
Shannon Helaire, Taurus McKinley (padrino), Clyde Edwards-Helaire, Clyde Edwards Sr..

Nessuno è pronto a scommettere su di lui, ma la passione per il football è troppo forte per Clyde, studia giorno e notte i video di Barry Sanders, cercando di fare suoi i movimenti dell’Hall of Famer e inizia a fare strada: al liceo cattolico di Baton Rouge entra a far parte della squadra nel freshman year, gioca alla grande e l’anno successivo viene nominato MVP del 5A State championship. Valutato 4 star recruit, sceglie di giocare per il college di casa, LSU.
Non è un giocatore che ha corso molto nei suoi 3 anni all’università, circa 370 corse in 3 anni, ma il 2019 è stato speciale: oltre al National Championship e la perfect season, ha messo a referto 16 TDs di corsa e 1 TD in ricezione ed è sponsorizzato come “miglior atleta della squadra” dalla probabilissima prima scelta assoluta Joe Burrow, uno che di TD ne ha lanciati 60 quest’anno.

Un giocatore fisicamente solido, con una velocità di esecuzione mostruosa e una capacità strabiliante di spostare il peso del suo corpo per mandare a vuoto i difensori avversari che cercano il tackle. Versatilissimo sul gridiron, è capace di giocare ottimamente anche come ricevitore aggiunto nello slot: buona presa, buona elevazione. buon mantenimento dell’ovale (0 fumble in carriera).
Essendo 1.72 m, anche in fase di blocco a protezione del QB è una bella gatta da pelare avendo un baricentro molto basso, ma questa caratteristica risulta essere la sua pecca maggiore: sulle corse a lungo raggio, la sua falcata corta è molto penalizzante e rende facili i recuperi dei Cornerback o dei Safety.

Al draft si prevede venga chiamato il secondo giorno: probabilmente al terzo round destinazione Falcons, neo orfani di Devonta Freeman. Il suo nome potrebbe essere urlato dai Colts oppure dai Bengals, dove ritroverebbe l’amico Joe Burrow.
Lo scenario migliore per lui sarebbe una chiamata alla 45, al secondo round, da parte dei Buccaneers, con il compito di essere il nuovo sostegno di un Tom Brady all’inizio di una nuova (e forse breve?) avventura: il sostegno dei media locali c’è, quello della sua famiglia allargata pure.

Edwards-Helaire-Burrow

Nella storia della NFL molti giocatori non hanno fatto parlare di sè al draft ma con le imprese da underdogs sul campo, e lui, chissà cosa ci potrà raccontare, con un prologo così…

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Andrea Arsuffi

30 anni. Prima volta negli States nel 2008 a San Diego. Vidi LaDainian Tomlinson correre e nacque l’amore per il football. Speranzoso di vedere un Italia più “prolata”… un giorno…

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